Esercizio abusivo di professione

Vediamo il fatto:
Con sentenza del 10/05/2012 la Corte di appello di Milano ha conferma la pronuncia di primo grado del 16/09/2009 con la quale lo stesso Tribunale della stessa cittA� aveva condannato con la pena di giustizia in relazione al reato in merito alla��art. 348 c.p., per non avere, in epoca futura e anche prossima al 29/04/2008, perchA? figura del direttore sanitario dello studio dentistico “—-“, impedito che proprio questui potesse esercitare in modo abusivo l”attivitA� di odontoiatra —, mero odontotecnico.

Vediamo il diritto :

la motivazione che A? stata contenuta nella sentenza che A? stata impugnata possiede una stringente e completa capacitA�, persuasiva, nella quale non sono per nulla riconoscibili i vizi della manifesta illogicitA�, avendo la Corte lombarda analizzato in modo analitico
e spiegato come la —– medico dentista che dello studio —– dopo aver riconosciuto i vizi di manifesta illogicitA�, ed avendo la suddetta Corte lombarda spiegato in modo analitico che era stata nominata direttore sanitario dall” —–, mero odontotecnico ma anche amministratore della societA� di online casino gestione della suddetta struttura sanitaria – fosse ben a conoscenza che l” —- elargiva prestazioni dentistiche abusive giA� nella sede di —-
e poi nella nuova apertura di —–, con chiaro esercizio abusivo delle professione medica che era proprio avvenuto con la complicitA� della —-; ed avendo anche confermato che proprio quest”ultima, per la sua veste di direttore sanitario, avrebbe persino dovuto impedire il mancato rispetto del possibile riparto di competenze professionali tra i vari componenti dello studio, avendo pertanto violato quegli obblighi di attivazione per la cui affermazione di esistenza potesse essere l”imputata, con l”atto di appello, non si era neanche doluta, rendendo quindi non obbligatorio un particolare impegno argomentativo da parte della Corte territoriale (sentenza nr. 44631/13).

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