Come aprire gli studi dentistici monoprofessionali!

 

studio-dentistico

L’obbligo di farsi autorizzare la��apertura per i centri odontoiatrici in franchising; possibilitA� di poter inviare una semplice comunicazione alla��Asl per poter aprire gli studi dentistici monoprofessionali.
Ea�� il criterio con cui la nuova legge che A? stata appena pubblicata sul Bollettino ufficiale, consente pertanto la sopravvivenza dello studio odontoiatrico-tipo normando i requisiti per esercitare la��odontoiatria e per evitare forme di abusivismo.
“Vediamo nella pratica quanto fastidio potrA� dare a chi sguazza nella��illegalitA�; certo sarA� sufficiente poter moltiplicare i controlli sul territorio”, commenta colui che A? la��artefice della proposta, Maurizio Capuano, consigliere lucano della��Associazione Italiana Odontoiatri e presidente della Commissione Albo di Potenza.
Tra le tante misure piA? innovative, la previsione che nelle strutture complesse i direttori sanitari debbano essere anche laureati in odontoiatria o medici che siano iscritti alla��albo odontoiatri.
“La��obiettivo, riporta Capuano, era quello di evitare si considerasse la��odontoiatria attivitA� di particolare complessitA�”, spiega Capuano.
“La Basilicata arriva da un percorso peculiare: le regioni stanno attendendo un possibile regolamento nazionale sulle autorizzazioni dal 1992, la��epoca della riforma, che non A? mai arrivato. Nel 2011 la legge 21, che fu da noi sostenuta, fu un primo tentativo ( per fortuna ben riuscito) di voler identificare le strutture odontoiatriche sul territorio; essa infatti poteva istituire la��obbligo di poter inviare una comunicazione al Presidente della Regione, da intendersi come possibile a�?tracciaa�? della presenza di un odontoiatra sul territorio. La nuova legge ha poi abrogato la 21 e anche una parte dalla constatazione che proprio in tema di autorizzazioni A? cosA� facile da una parte di poter scivolare verso la troppa burocrazia e dalla��altra verso il permissivismo. La��articolo 1 trova una beve soluzione , imponendo alle tante strutture complesse (poliambulatori pubblici e privati) la��autorizzazione che era giA� contemplata alla legge regionale 28/2000 con possibile richiesta al Presidente Regionale e successive verifiche di compatibilitA� da parte della��Asl, mentre ai professionisti sarA� sufficiente una comunicazione di inizio attivitA� ove aprano o trasferiscano lo studio”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *