Un bocca sana aiuta il cervello cervello

denti sani
Lavarsi i denti potrebbe essere molto d’aiuto per poter ricordare in minima parte alle persone a lungo termine con gli anni: difatti il cattivo stato si salute della bocca potrebbe anche essere associato a possibili problemi cognitivi, di memoria e di ragionamento negli adulti.
Lo studio A? stato dimostrato da James Noble del Columbia College of Physicians and Surgeons a New York City .
E’ stato pubblicato sul Journal of Neurology, Neurosurgery, and Psychiatry , lo studio A? stato portato avanti su 2300 persone di 60 anni o anche di piA?.
Gli esperti hanno poi eseguito una serie di controlli sullo stato di salute della loro bocca e li hanno poi sottoposti a vari test cognitivi e di memoria.
E’ quindi emerso che gli adulti che presentano una bocca maggiormente trascurata, con gengivite e parodontite, hanno maggiori problemi cognitivi e di memoria.
In precedenti studi la salute orale A? stata molto legata a malattie cardiovascolari, diabete e Alzheimer; lo studio , quindi, si va a sommare ad una serie di dati che legano la salute orale a quella di altre parti del corpo, tra cui il cervello .
Un motivo pertanto per poter avere una buona igiene orale e quindi andare dal dentista ogni tanto, concludono gli esperti.
I risultati della sperimentazione sono stati poi pubblicati su The Journal of American Dental Association e fanno riferimento al un campione di quasi 6mila uomini e donne fra i 45 e i 64 anni, sottoposti ai tanti test mnemonici e di valutazione delle capacitA� di pensiero.
Stando ai dati, il 13 per cento dei volontari non aveva pertanto piA? i denti naturali. Fra chi li aveva, un quinto ne aveva meno di 20. Poco piA? del 12 per cento dei partecipanti accusava problemi di sanguinamento gengivale e tasche gengivali profonde.
Sulla base dei test cognitivi effettuati, chi aveva tutti i propri denti riusciva a ottenere punteggi migliori sia per quanto riguarda la memoria sia per la capacitA� di pensiero. Chi non possedeva i propri denti, al contrario, otteneva i punteggi peggiori, aspetto comune anche a chi, pur avendo i propri denti, soffriva di frequenti emorragie gengivali.

 

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