Alla scoperta della “matrice di rischio”

La Valutazione dei Rischi, ai sensi dellai??i??art. 17 comma 1 lettera a) del D. Lgs. 81/08 come modificato dal D. Lgs. 106/09, vuole garantire i provvedimenti necessari per la salvaguardia della sicurezza e della salute dei lavoratori.

Il sistema matriciale A? lo strumento analitico piA? comune per poter valutare e quantificare il rischio residuo, stabilendo delle prioritAi?? in base al piano di adeguamento.

Spieghiamoci meglio come si calcola la matrice di rischioai??i??

Questo metodo si basa sul seguente principio:

R = P X D

dove R sta per rischio e dipende dal valore di probabilitAi?? P che un certo evento accada, espresso in una scala di valori da 1 a 4:

1 – molto improbabile (il danno dipenderebbe da un concatenamento di eventi indipendenti; secondo gli addetti A? impossibile il suo verificarsi oppure non A? mai accaduto un danno simile)
2 – poco probabile (il danno dipenderebbe da condizioni sfavorevoli, provando reazioni di stupore degli addetti; eventi accaduti raramente)
3 – probabile (il danno dipenderebbe da condizioni non del tutto connesse alla situazione ma possibili, provocando moderato stupore negli addetti; eventi giAi?? riscontrati in leggeratura)
4 – molto probabile (il danno dipenderebbe da condizioni connesse alla situazione, senza alcuna sorpresa; eventi giAi?? accaduti).

Il danno D viene quindi calcolato in base alle conseguenze che lai??i??evento ha riportato ad un determinato soggetto, valutabile in base ad unai??i??ennesima scala di valori compresi tra 1 e 4:

1) lieve (disturbi reversibili in pochi giorni, esposizioni croniche con disturbi di rapida risoluzione)
2) di modesta entitAi?? (disturbi reversibili in qualche mese, esposizioni croniche con disturbi reversibili)
3) grave (invaliditAi?? permanente parziale o irreversibile, esposizioni croniche con effetti di invaliditAi?? permanente parziale o irreversibile)
4) molto grave (invaliditAi?? totale o mortale, esposizione cronica con effetti mortali o del tutto invalidanti).

Ottenere quindi il valore dellai??i??entitAi?? del Danno A? semplice: riferendosi alle precedenti valutazioni, basterAi?? incrociare il dato D con il dato della ProbabilitAi??:

diagramma

Il risultato ottenuto ci permetterAi?? di quantificare quale sia il rischio residuo. Ovviamente piA? il risultato sarAi?? elevato e maggiore sarAi?? lai??i??importanza di un intervento da parte del datore di lavoro per scongiurare dei seri pericoli.

Schermata 2014-12-13 alle 14.48.16

In questo modo sarAi?? possibile stabilire delle proprietAi?? per quanto riguarda gli interventi necessari:

Schermata 2014-12-13 alle 14.47.15

Le misure di tutela attuabili sono di tre tipi:
generali: per prevenire e ridurre i rischi dovuti a condizioni di lavoro con pericoli trasversali o non inquadrabili in specifiche categorie di rischio (laddove cioA? si riscontra un certo rischio collegato ad una mansione in particolare);
specifiche: prevenzione o riduzione dei rischi con specifiche criticitAi?? riguardanti locali, macchine, attrezzature e/o impianti (occorre lai??i??intervento del personale esperto per quella specifica area di rischi evidenziata).
di emergenza: prevenzione o riduzione di rischi derivanti da situazione di emergenza non prevedibili o che interventi per la gestire di eventi pericolosi quali infortuni importanti del personale, incendi, terremoti, esplosioni o allagamenti (spesso A? sufficiente svolgere quelle azioni previste da appositi piani per la gestione delle emergenze e dellai??i??evacuazione).

La matrice di rischio A? uno strumento oramai consolidato, sebbene presenti il limite di basarsi sullai??i??esperienza diretta e sulle competenze di chi esegue le valutazioni.
In questo senso, essendo la valutazione soggettiva, occorre conoscere bene la realtAi?? aziendale in questione, nonchAi?? capacitAi?? tecniche sufficienti daAi??prevedere possibili anomalie, situazioni di rischio, danni eccetera.
Il pericolo di sottovalutare (o sopravvalutare) un rischio, A? sempre dietro lai??i??angolo!

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